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lunedì, 10 marzo 2008

10/2/2008 - La mafia è in ginocchio?

Cari amici, benvenuti. Sono Giorgio Dell'Arti, quello che tiene tutti i giorni sulla Gazzetta dello Sport la rubrica “Il fatto del giorno” (cinque domande e cinque risposte). Non ho mai tenuto un blog in vita mia e sono forse troppo vecchio per cominciare. Il direttore però insiste e io sono curioso di vedere se qualcuno verrà a farmi visita. Insomma, partiamo. Per prima cosa la rubrica di ieri (domenica 10 febbraio 2008), se per caso non l'avete letta.


Gli arresti di mafiosi continuano. L'altra sera s'è consegnato all'Fbi di Manhattan Jackie D'Amico, 71 anni, che da giovane faceva l'aiutante di campo di John Gotti. A Palermo s'è arreso Giovanni Adelfio, di 70 anni, boss di Villagrazia...

Ma sono tutti vecchi? Ho sentito di quell'altro che mentre lo portavano via s'è girato verso la telecamera e ha esclamato: «Minchia, quanto sono elegante...»
Filippo Casamento, 82 anni. È quello che ha ammazzato Pietro Inzerillo nell'82, facendo poi trovare il cadavere nel portabagagli di una Mercury Cougar. Questa dell'eleganza è una mania dei mafiosi. John Gotti si pavoneggiava e diceva a tutti di aver pagato per i suoi abiti su misura duemila dollari. Qualcuno dice che la crisi della mafia comincia da quella vanità insulsa. A proposito, mettiamo in chiaro subito che la mafia era già in crisi prima dei 73 arresti dell'altro giorno. Basta guardare i numeri: la criminalità organizzata è la prima azienda italiana, con 90 miliardi e mezzo di fatturato. Ma di questi, la mafia siciliana classica ne fattura una ventina. Gli altri se li spartiscono napoletani e calabresi.